Come affrontare la malattia di Parkinson, conservando il sorriso e la voglia di vivere, partendo da noi stessi. Un lavoro psicologico, oltreché fisico, che porta a una nuova consapevolezza di sé, per proiettarsi verso un futuro attivo e soddisfacente.
Ne parliamo nella news del nostro Studio Muovi la Salute di Albenga.

Proiettarsi nel futuro con una diagnosi di Parkinson può sembrare molto difficile, ma con il giusto approccio è possibile affrontare la malattia come un nuovo inizio. Indispensabile la fiducia in sé stessi e nei professionisti che guidano il paziente nel percorso di “rinascita”.
Ma partiamo dal principio. Prima di tutto vediamo insieme cos’è la malattia di Parkinson

Malattia di Parkinson: di cosa si tratta (in breve)

La malattia di Parkinson è prima di tutto, in termini neurologici e fisiatrici, un disturbo del movimento ad evoluzione lenta ma progressiva. Coinvolge, principalmente, alcune funzioni, quali il controllo dei movimenti e dell’equilibrio.
Fa parte di un gruppo di patologie definite “Disordini del Movimento” e tra queste è la più frequente.
Si manifesta prevalentemente intorno ai 58-60 anni e, sopra i 60 anni colpisce 1-2% della popolazione, mentre la percentuale sale al 3-5% quando l’età è superiore agli 85.

Cause

Sulle cause non ci sono notizie certe, ma sembra ci siano fattori che concorrono al suo sviluppo:

  • Genetici
  • Fattori tossici, ovvero l’esposizione a tossine quali alcuni pesticidi o idrocarburi-solventi e in alcune professioni che espongono i lavoratori a metalli pesanti (ferro, zinco, rame).

Sintomi

I principali sintomi motori della malattia di Parkinson sono il tremore a riposo, la rigidità, la bradicinesia (lentezza dei movimenti automatici) e, in una fase più avanzata, l’instabilità posturale (perdita di equilibrio). Tali sintomi si presentano in modo asimmetrico (un lato del corpo è più interessato dell’altro).

Futuro

Per ogni essere umano, oltre al movimento fisico, vi è un altro genere di movimento: il movimento verso il futuro. È la possibilità di volgere lo sguardo al domani attraverso le lenti della progettualità, delle ambizioni, dei desideri, dei sogni. È avere una prospettiva.

La diagnosi di Malattia di Parkinson, così come la diagnosi di ogni malattia che condiziona profondamente il quotidiano di chi la vive, va a modificare “i piani” del soggetto che la riceve e della sua famiglia.
La progettualità in questi casi viene meno e necessita di essere stimolata dall’esterno. La prima e più umana reazione alla diagnosi è un senso di smarrimento, di isolamento e di perdita di identità.

Malattia di Parkinson: il primo passo è archiviare la propria immagine dell’io interiorizzata, per aprirsi a crearne una nuova

Si tratta di una malattia che ha dei riflessi sul corpo, mutandone sensibilmente la percezione. La persona che ne è affetta, per potersi riconoscere nella propria espressione corporea e nella propria immagine attuale, deve prima attraversare l’”archiviazione” dell’immagine interiorizzata di sé, così come era e così come si sarebbe immaginato proiettato nel futuro.
Quella persona, nel suo potenziale espressivo, in ciò che la sua fisicità gli avrebbe permesso di compiere, è destinata a un cambiamento.
Il dolore del malato di Parkinson, quindi, scaturisce dalle difficoltà che il corpo manifesta e si estende a ciò che prova e che, nella malattia, viene vissuto come una gabbia, che genera una tensione anche di natura psicologica.

Malattia di Parkinson: l’immagine dell’io definisce la nostra sfera del possibile

Ciascuno di noi porta con sé una sorta di fotografia o ritratto mentale di sé stesso, anche se questo potrebbe non essere riconoscibile consciamente. Che ne siamo consapevoli o meno, tutte le nostre azioni, i nostri sentimenti, il nostro comportamento e le nostre capacità derivano da tale immagine.

Ora, se tale immagine è ancorata ad una fotografia di sé stessi nel passato, prima della manifestazione della malattia, è chiaro che l’immagine presente risulterà una versione distonica, destinata a generare smarrimento e frustrazione.

Diverso sarebbe invece il risultato se la persona si potesse focalizzare su tutto ciò che nel presente può fare, dare, essere, apprezzare, godere, sperimentare, esplorare, vivere, che è ancora moltissimo.
E questa considerazione in modo trasversale vale per tutti noi.
Accettare la diagnosi è il primo passo, consapevoli che esiste una nuova visione di affrontare la malattia di Parkinson.
La maggior parte dei limiti che si pongono malati e familiari, in realtà sono sovente mentali. Il Parkinson invece può essere vissuto come un nuovo inizio rivalutando determinati valori e aspetti della vita.

Se vuoi ne parliamo presso lo Studio Muovi la Salute ad Albenga, con professionisti specializzati che aiutano il paziente a non arrendersi e a ritrovare il sorriso e la voglia di vivere.